Battaglia sui fotogrammi: tragedia di Azzano, si cerca la verità

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I genitori di Luca Carissimi e Matteo Ferrari hanno lasciato il tribunale in silenzio dopo l’udienza preliminare a carico di Matteo Scapin, un uomo di 34 anni, lui era assente perché è ai domiciliari da quasi un anno ormai. E’ ai domiciliari per avere travolto ed ucciso due amici di via Borgo Palazzo.

A seguito dell’udienza, durata poco meno di un’ora, sembrerebbe che la differenza finale la faranno i fotogrammi degli ultimi istanti che precedono la tragedia. Gli avvocati sembrano convinti di potere dimostrare, che non si trattò di omicidio volontario, come da capo d’imputazione.

La scelta è stata quella di chiedere il rito abbreviato, che consente all’uomo uno sconto di un terzo della pena. Istanza che è stata accolta dal giudice Massimiliano Magliacan.

Luca aveva 21 anni, Matteo 18. La notte del 4 agosto erano in discoteca, fuori nel parcheggio avevano litigato con l’imputato per alcuni apprezzamenti fatti alla sua fidanzata. Al semaforo della Cremasca i due amici lo avevano raggiunto sulla Vespa di Luca e gli avevano spaccato il lunotto posteriore con un colpo di casco. Cento metri dopo l’incrocio, verso Bergamo, la Mini li ha speronati e non c’è stato nulla da fare. Scapin, che quella sera aveva bevuto, aveva proseguito senza fermarsi. A casa, fatte alcune telefonate, aveva contattato la polizia, raccontando di non essersi reso conto di avere provocato l’incidente e di non sapere chi fossero i ragazzi.

La decisione si gioca dunque su una manciata di istanti.